giovedì, 14 febbraio 2008

L'urgenza del ricordo

“Ogni cosa è illuminata” è un film statunitense diretto da un regista esordiente, Liev Schreiber, e tratto dal romanzo omonimo di uno scrittore esordiente, Jonathan Safran Foer. La pellicola è uscita nel 2005.

 

Il giovane Jonathan, ebreo americano, parte per l’Ucraina alla riscoperta delle radici della sua famiglia: suo nonno, morto qualche anno prima, era scampato fortuitamente al massacro dei nazisti e si era rifatto una vita in America; non aveva però mai dimenticato il suo passato e aveva trasmesso al nipote l’esigenza del ricordo. Nella sua ricerca del paese natale del nonno, Trachimbrod, Jonathan è accompagnato da due guide locali, il giovane Alex e suo nonno.

La voce narrante della storia è quella di Alex, col suo inglese stentato e buffo. La storia è quella del viaggio, un viaggio che sarà prima di tutto dell’anima, e nell’anima.

Attraverso le campagne dell’Ucraina, sterminate e splendide ma segnate anche dalla lotta d’indipendenza dai Sovietici, dall’ignoranza e dalla povertà, i tre personaggi impareranno a conoscersi e a rispettarsi. Infine sarà ritrovato il villaggio di Trachimbrod, dimenticato da tutti perché la sua popolazione era stata interamente massacrata dai nazisti nel 1942, e tutto sarà chiaro: a Jonathan, che potrà anche portare a casa importanti ricordi per la sua collezione di memorie di famiglia; al giovane Alex, che scoprirà di avere origini insospettate; al vecchio nonno di Alex, che troverà finalmente pace, anche se in una decisione estrema.

 

La prima parte del film ha un tono vivace e divertente, accentuato anche dalla colonna sonora etnica: la comicità, che non scade mai nel cattivo gusto, scaturisce dalle nevrosi del protagonista americano, dallo strano inglese di Alex, dagli scontri involontari tra le culture a cui i personaggi appartengono. La seconda parte della pellicola, senza che si avverta una sgradevole frattura rispetto alla prima, ha un andamento più lento e malinconico, avvicinandosi e poi compiendosi lo svelamento di terribili verità.

 

In questa pellicola l’orrore degli stermini nazisti resta sullo sfondo, ma non per questo il dramma personale e collettivo viene sminuito. Anzi, il film punta in particolare sul tema della memoria, della necessità del ricordo: chi ricorda, vive; chi sceglie di dimenticare, di rimuovere, di rinnegare, non può vivere.


postato da: CuoreMagico alle ore 13:05 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, film